Partiamo da un presupposto: normalmente, gli impiegati dall’alto potenziale non riescono a fare passi da gigante da soli nella loro carriera, senza un supporto. Hanno senz’altro bisogno di una guida, una personalità che li metta costantemente alla prova, e che gli sappia dare gli strumenti giusti per riuscire al meglio.

Così, Neomobile da anni organizza sessioni di training sia all’interno che all’esterno dell’Azienda: dai manager ai junior, tutti i dipendenti sono coinvolti in un contesto di apprendimento continuo.

Recentemente, anche quest’anno un nutrito gruppo di Neomobilers considerati come colleghi con un alto potenziale sia dagli altri dipendenti, dai managers e dal top management stesso, ha partecipato all’ evento “2015 High Potential training”, uno dei nostri tradizionali appuntamenti aziendali all’aperto (leggi il reportage sull’edizione dello scorso anno!): la location scelta era vicino a Roma, con una bellissima vista su uno dei laghi limitrofi, ed è durato in totale due giorni dove i partecipanti, provenienti da varie parti del mondo, hanno lavorato in gruppo ad alcuni progetti, mettendo in gioco le loro competenze e diverse esperienze, ed hanno anche avuto la possibilità di giocare ad alcuni giochi sfidanti all’aria aperta, seguiti dal Top Management stesso, dal nostro coach aziendale Mauro Cuomo, la nostra People Director Enrica Lipari, e i tre tutor d’eccezione, uno per gruppo: il nostro International Operations Executive Director Flavio Pallotti, la nostra Program Management Executive Director Anna Russo, ed il nostro CTO Pietro Tricarico.

Qual è il valore aggiunto di un training aziendale, specie se fuori dal proprio ufficio? Per Neomobile ce ne sono molti:

  • Favorisce un apprendimento immediato, anche più efficace di una lezione in aula, magari condotta sempre all’interno dello stesso luogo di lavoro;
  • Punta al team spirit e ad incrementare di conseguenza i rapporti tra i suoi partecipanti, che si trovano a lavorare fianco a fianco in un certo periodo di tempo;
  • Aiuta i managers a capire ed inquadrare meglio le proprie risorse e viceversa, quindi migliorando la loro efficienza a lavoro;
  • Presenta diversi contesti nei quali sperimentare e riconoscere i propri limiti o paure, sfidandoli;
  • Dà una grossa spinta lato dipendente perché accresce la sua soddisfazione, il suo senso di coinvolgimento e percezione del proprio valore in azienda

Possiamo riassumere il tutto con un semplice sillogismo: se OUTDOOR vuol dire essere FUORI DALLA PROPRIA AREA DI COMFORT, ed essere sfidati vuol dire anche provare a pensare FUORI DAGLI SCHEMI, allora un evento outdoor implica necessariamente DISRUPTION, cioè scompiglio, stravolgimento, cambiamento!

Infine, considera l’occasione outdoor non come un semplice rimpiazzo del classico training in sede, bensì una diversa faccia della stessa medaglia: outdoor vuol dire un grande impegno aziendale (pensiamo solamente alla sua organizzazione, ai costi extra etc), ma senz’altro un ritorno dell’investimento a lungo rilascio, per entrambe le parti coinvolte.

Sfida te stesso!