Con il Jobs Act entra in vigore la nuova procedura per le dimissioni telematiche. Presentiamo una guida di come fare

A partire dal 12 Marzo 2016 viene mandata definitivamente in pensione la vecchia lettera di dimissioni cartacea, sostituita in toto da una nuova procedura telematica tranne che nei casi di lavoro domestico o presso pubbliche amministrazioni.

L’intervento governativo nasce dall’idea di contrastare la pratica, a dir poco spiacevole, delle dimissioni in bianco, e dalla volontà di informatizzare parte del mondo del lavoro. Decisamente  intenzioni interessanti, ma le modalità sono davvero quelle più idonee?

Nelle  prime settimane di confronto, queste talvolta risultano fin troppo macchinose, rendendo necessaria una piccola guida verso un adempimento che, fino a poco meno di un mese fa, era decisamente semplice.

Andiamo a capire insieme come muoversi all’interno della nuova procedura:

Cosa è cambiato?

Nel momento in cui leggete questo articolo l’unica via  per dichiarare l’intenzione di chiudere il rapporto è la compilazione del modulo presente nell’area riservata di www.cliclavoro.gov.it .

Cosa serve per dimettersi?

Per raggiungere il modulo sono necessarie due tipi di credenziali di accesso:

  • Quelle ottenute dalla registrazione a cliclavoro.gov.it, ricevute immediatamente dopo la conferma dell’indirizzo mail inserito;
  • Il PIN dispositivo INPS che va richiesto, preliminarmente, all’istituto di previdenza sociale attraverso una procedura ad hoc che necessità di diversi giorni, in alcune province si arriva anche a 2 settimane di attesa. ( Maggiori informazioni direttamente sul sito INPS).

Una volta ottenute entrambe le credenziali di accesso sarà necessario selezionare la voce Profilo utente all’interno della Area Riservata e indicare i propri dati anagrafici prima di abilitarsi come cittadino.

Dopo che ci si sarà riloggati con il profilo da “cittadino”, il link per le Dimissioni Telematiche sarà disponibile per l’utilizzo: a seguito dell’inserimento delle credenziali INPS, cliccando sul pulsante “Nuovo” sarà possibile procedere con la compilazione del modulo.

In caso di assunzione post 2008 il sistema riconoscerà l’attuale datore di lavoro e precompilerà alcune parti del modulo, ma sarà sempre necessario fare attenzione a:

  • Codice fiscale della società (reperibile ad esempio dai cedolini paga o dal sito web della società);
  • Indirizzo di lavoro (è qui indicato l’indirizzo di lavoro al momento dell’assunzione, quindi in caso di variazioni va aggiornato manualmente);
  • Indirizzo mail/PEC aziendale: se non si è a conoscenza dell’indirizzo corretto da inserire è sempre buona norma confrontarsi con l’Amministrazione del personale per evitare di comunicare verso indirizzi errati.

Infine, nell’ultima parte del modulo andrà dichiarata anche la data di decorrenza delle dimissioni che è da intendersi come il giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro presso l’attuale datore di lavoro (così come chiarito all’interno della FAQ di cliclavoro, dove è possibile trovare anche ulteriori specifiche interessanti sia per dimissionari che per gli addetti ai lavori).

Una volta inviato il modulo si avranno a disposizioni 7 giorni per annullare la dimissioni ed, eventualmente, correggere gli errori effettuati durante il primo inserimento.

Quali sono le tempistiche?

Se si ha a disposizione il PIN INPS la procedura è immediata e non particolarmente complessa e, anche nel caso in cui vi è richiesta di trasformazione del PIN in PIN dispositivo, sarà necessario aspettare meno di 24 ore per poter accedere al modulo di dimissioni. In caso contrario, sarà necessario attendere che la seconda parte del PIN venga recapitato al proprio indirizzo di residenza.

Esistono alternative?

Si, è possibile affidarsi ai così detti “soggetti abilitati” come patronati o associazioni sindacali senza che sia necessario il PIN INPS.

Come vengono contrastate le dimissioni in bianco?

La piattaforma è strutturata per dare assoluta certezza dell’identità del dimissionario e del momento in cui le dimissioni vengono notificate al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro, eliminando quindi la possibilità di far firmare una lettera di dimissioni contestualmente all’assunzione, da parte di un datore di lavoro criminale.

Rispondendo alla domanda posta all’inizio di questo articolo direi che le modalità operative dovrebbero sicuramente essere raffinate andando incontro alle esigenze di chi, giunto al punto di voler concludere il proprio rapporto di lavoro, necessità di meno impedimenti burocratici possibili, ma è fuor di dubbio che, almeno dal punto di vista delle intenzioni, la strada scelta è quella giusta.