Come le unioni civili stanno cambiando il mondo del lavoro in Italia. Quali sono i nuovi diritti acquisiti per chi decide di unirsi civilmente

Unioni civili, il Governo ha firmato il decreto attuativo della legge sulle Unioni Civili: cosa cambia nel mondo del lavoro?

Con l’entrata in vigore della legge Cirinnà (L. 76/2016) l’istituto dell’Unione Civile è entrato di diritto nel panorama normativo italiano. Come indicato dagli articoli 1 sino al 34 della legge sopra indicata, l’Unione Civile è il legame tra due persone dello stesso sesso unite civilmente tramite dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile, sulla base di un legame affettivo stabile che prevede la reciproca assistenza morale e materiale. Ciò ha prodotto conseguenti effetti anche sul mondo del lavoro e della previdenza, che andiamo subito ad illustrare.

L’impatto

Il punto da cui partire per capire appieno gli effetti quotidiani di questa novità normativa, è sicuramente il comma 20 dell’articolo 1, dove è chiarito in maniera decisamente efficace che ogni norma richiamata all’interno delle legge Cirinnà e in un qualsiasi contratto collettivo che faccia riferimento ai ‘coniugi’, viene applicata anche ad ognuna delle parti dell’unione civile.

Gli effetti

Quali sono i più importanti effetti che una norma di questa portata ha prodotto nel mondo del lavoro e della previdenza?

  • Il congedo matrimoniale, definito all’interno dei diversi Contratti collettivi, viene applicato anche alle unioni civili. E’ previsto, quindi, un periodo di congedo retribuito successivo alla registrazione dell’unione civile. Per usufruirne basta una richiesta al datore di lavoro;
  • I permessi delle legge 104/1992 possono essere richiesti per assistenza al partner disabile attraverso apposita procedura all’interno del sito dell’INPS;
  • Si ha diritto ad assentarsi dal lavoro per 3 giorni in caso di morte o grave infermità dell’altra parte dell’unione civile, presentendo al datore di lavoro un certificato che attesti l’evento;
  • Dal punto di vista previdenziale, la coppia unita civilmente costituisce nucleo ai fini dell’Assegno Nucleo Familiare e si ha quindi la possibilità di richiederlo compilando l’apposito modulo predisposto dall’INPS e presentandolo al datore di lavoro;

In caso di partner considerato a carico, è possibile richiedere le relative detrazioni fiscali richiedendo in azienda il modulo di richiesta.Oltre ai diritti dei coniugi all’interno del rapporto di lavoro, la norma ha ampliato anche verso i partner di un’unione civile, le tutele legate alla conclusione del rapporto di lavoro:

  • E’ necessaria la convalida delle dimissioni davanti alla Direzione Territoriale del Lavoro se l’unione è stata costituita da meno di un anno;
  • Viene considerato nullo il licenziamento se intimato in concomitanza con l’unione civile.

In sintesi, si può dire che è stato fatto un importante e semplice passo avanti che, per quanto riguarda gli aspetti della vita lavorativa, riesce a porre in essere l’equità che è alla base di una legge di questo tipo. Da apprezzare la scelta di non creare istituti o anche solo modulistica diversa da quella standard, portando ad una effettiva semplificazione sia per le persone che beneficeranno di questi diritti sia per gli addetti ai lavori.